«Bene sapere che una parte delle pietre storiche rimosse per i cantieri della tramvia viene recuperata e custodita nei depositi comunali. Adesso però vogliamo capire con precisione quale sarà la loro destinazione futura. Saranno ricollocate su altro patrimonio pubblico o vendute? Parliamo di un patrimonio della città, anche di rilevante valore economico, che deve essere tutelato e, dove possibile, riutilizzato».
Lo dichiara Francesco Casini, consigliere di IV – Casa Riformista, dopo la risposta della Giunta alla domanda di attualità presentata in Consiglio comunale.
«Per la linea VACS – prosegue Casini – ci è stato comunicato che sono stati recuperati 816 metri quadrati di pietra: 102 sono stati riutilizzati in Piazza Poggi, 36 nell’ambito dei lavori tramviari, mentre 678 metri quadrati sono stati trasferiti nei depositi comunali in particolare in quello di Poggio Imperiale. La restante parte dei materiali giudicati non riutilizzabili è stata conferita in discarica».
«Firenze, in passato, qualche piccolo “giallo delle pietre” lo ha già conosciuto», aggiunge Casini. «Basta ricordare la vicenda delle pietre rimosse da Piazza della Signoria durante gli scavi degli anni Ottanta e le polemiche che seguirono sulla loro destinazione. Stavolta facciamo in modo che ogni pietra recuperata abbia una tracciabilità chiara e, possibilmente, torni a essere utilizzata negli spazi pubblici della città».
Casini interviene infine sul cronoprogramma della linea 3.2.1 Libertà–Bagno a Ripoli.
«La Giunta ci ha indicato ancora dicembre 2026 come termine per l’ultimazione dei lavori, al netto degli interventi relativi al Ponte da Verrazzano. Guardando allo stato attuale dei cantieri, è una scadenza che appare estremamente difficile da rispettare. Vogliamo che la tramvia venga conclusa il prima possibile, ma proprio per questo servono date realistiche e un cronoprogramma aggiornato. Su questo continueremo a chiedere chiarezza».