Su Solomon  “parole inaccettabili: escludere una persona per la sua nazionalità e’ discriminazione”

«Le affermazioni dell’assessore Jacopo Madau sono gravi, incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre. Si sta parlando di un calciatore professionista, e va chiarito subito che qui non c’entra il calcio, non si discute di qualità tecniche o sportive: a questa persona viene di fatto attribuita un’unica “colpa”, quella di essere israeliano. Questo è un terreno pericolosissimo, che nulla ha a che fare con la pace, con il dialogo o con una critica legittima alle politiche di un governo.
Se si accetta l’idea che una persona venga esclusa, delegittimata o dichiarata “non benvenuta” per la propria nazionalità o origine, allora si apre la strada a una spirale di discriminazione che richiama pagine nere della nostra storia. È un antisionismo che rischia di trasformarsi in odio identitario e che le istituzioni non possono in alcun modo avallare.
Il ripetersi di messaggi di questo tipo contribuisce ad alimentare un clima che normalizza l’intolleranza e rende sempre più sottile il confine tra critica politica e razzismo. È un rischio che come società democratica dobbiamo respingere con forza, soprattutto in un momento storico così delicato.
Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di misurare le parole e di promuovere rispetto, non esclusione. Per questo ritengo che dichiarazioni di questo tenore siano politicamente e istituzionalmente inaccettabili. La ricerca di facile visibilità o consenso non può mai giustificare affermazioni che colpiscono i principi fondamentali di convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica». Così il consigliere Comunale di IV-Casa Riformista Francesco Casini.