Social freezing, Casini (Casa Riformista): “Voto favorevole, adesso serve una legge nazionale. La risposta alla denatalità passa dal creare le condizioni per poter avere figli quando lo si desidera”

“Un voto favorevole alla proposta sul social freezing, perché ritengo positivo cercare di rendere questa possibilità che già esiste accessibile anche a chi oggi rischia di esserne escluso per ragioni economiche. Ma adesso serve una legge nazionale: questo provvedimento non può restare circoscritto alla sola Toscana e, soprattutto, non può essere trasformato come una risposta al problema della denatalità”.

Lo dichiara Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista in Consiglio regionale della Toscana, intervenendo sulla proposta di legge relativa alla preservazione della fertilità per fini sociali.

“La Toscana, ancora una volta, dopo la Puglia e insieme al Lazio, dà un segnale e arriva prima del Governo. Adesso, però, serve una legge dello Stato, accompagnata da risorse nazionali, capace di garantire condizioni omogenee alle donne in tutto il Paese. Non dovrebbero esserci opportunità diverse a seconda della Regione nella quale si vive”.

“Il social freezing – continua il Presidente Casini –  può rappresentare una possibilità in più, ma non una garanzia sulla maternità futura e, soprattutto, non può sostituire le politiche necessarie per affrontare la denatalità. La priorità deve essere creare le condizioni affinché una donna, una coppia, una famiglia che desiderano avere un figlio a 25, 28 o 30 anni non siano costrette a rinviare per la precarietà del lavoro, il costo della casa, la mancanza di servizi o le difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro”.

“Occorrono più servizi per l’infanzia — e sugli asili nido la Toscana è già tra le realtà più avanzate — maggiori tutele sul lavoro, congedi adeguati, politiche per la casa e sostegno alla genitorialità. Non spetta alla politica stabilire quando una donna debba avere figli: spetta però alla politica fare in modo che quella scelta sia realmente libera”.

“Parliamo di un tema delicato, che riguarda insieme salute, libertà personale, maternità, lavoro e scelte di vita e che inevitabilmente porta con sé sensibilità, considerazioni etiche e valutazioni personali diverse, tutte meritevoli di rispetto. Proprio per questo abbiamo ritenuto corretto lasciare libertà di voto all’interno del gruppo”.

“Dobbiamo tenere insieme due libertà: quella di preservare una possibilità di maternità per il futuro e quella di poter costruire una famiglia nel presente, quando lo si desidera, senza che siano le condizioni economiche e lavorative a decidere al posto delle persone”.