Sanità: Casa Riformista apre la stagione della riforma della legge regionale 40/2005

Casini ed Eligi: “Serve un nuovo modello integrato territorio–ospedale. Ora una riforma condivisa per una sanità più vicina ai cittadini, più efficiente e sostenibile. Un progetto per tagliare le liste d’attesa, garantire più servizi e più qualità, contenere la spesa e per arrivare a una riduzione dell’addizionale regionale IRPEF ”

Si è svolta oggi la conferenza stampa del gruppo consiliare regionale Casa Riformista dedicata all’avvio del percorso di riforma della LR 40/2005 che disciplina l’organizzazione del sistema sanitario toscano.

“Apriamo una nuova fase per la sanità della nostra regione – spiegano dal gruppo –. La riforma della LR 40 deve diventare una priorità dell’agenda politica: l’obiettivo è costruire un sistema sanitario sempre più integrato con la realtà territoriale, più vicino ai cittadini e capace di rispondere ai bisogni concreti delle comunità”.

Una revisione resa necessaria dalle profonde trasformazioni degli ultimi anni: dall’impatto della pandemia al cambiamento demografico, dall’evoluzione tecnologica al nuovo modello di sanità territoriale che si sta consolidando, fino alle riforme nazionali e agli investimenti sulle Case di Comunità.

“Negli ultimi anni sono state poste basi importanti – prosegue la nota –. Ora serve il passo successivo: mettere davvero a sistema queste strutture, rafforzando l’integrazione tra ospedale e territorio, tra cure primarie e alta specializzazione”.

Casa Riformista propone un metodo partecipato, che coinvolga professionisti sanitari, università, centri di eccellenza, terzo settore, amministratori locali con i sindaci al centro, e i sindacati, attraverso un percorso condiviso che veda lavorare insieme Giunta e Consiglio regionale.

“Come forza riformista vogliamo essere protagonisti di questa stagione”, dichiara il Presidente del gruppo Casa Riformista Francesco Casini.
“La LR 40 ha segnato una stagione importante che ha garantito per molti anni qualità e universalità alla sanità toscana. Ma oggi, dopo il passaggio del tempo, la crisi pandemica e il nuovo assetto territoriale che vogliamo imprimere, serve una riforma sostanziale. Il nostro mandato è incidere sui temi strutturali: rendere il sistema più efficiente, ridurre le liste d’attesa, migliorare l’organizzazione, la qualità del servizio e contribuire al riequilibrio dei conti della sanità. Questo significa anche lavorare per abbattere il debito accumulato e creare le condizioni, nel corso della legislatura, per arrivare a una riduzione dell’addizionale regionale IRPEF. Una sanità più forte e sostenibile è un diritto dei cittadini”.

«La sfida è far funzionare davvero il nuovo modello territoriale. L’apertura delle Case di Comunità richiede una riorganizzazione profonda dei percorsi di cura, dell’integrazione sociosanitaria e del rapporto tra medicina di prossimità e ospedali. Servono dati, programmazione e un disegno complessivo che eviti duplicazioni e sprechi. La riforma deve puntare sull’appropriatezza delle prestazioni, sulla presa in carico dei pazienti cronici e sulla continuità assistenziale, per garantire qualità delle cure e sostenibilità nel lungo periodo.

Proprio per questo abbiamo proposto alla Commissione di avviare un lavoro strutturato e condiviso con tutti i principali stakeholder della sanità, con l’obiettivo di riscrivere insieme la nuova legge sanitaria toscana. L’ingresso principale al sistema sanitario regionale non sarà più rappresentato dagli ospedali: il fulcro diventeranno le infrastrutture create grazie ai fondi PNRR, vale a dire le 140 Case di Comunità diffuse su tutto il territorio regionale e gli Ospedali di Comunità.

Si tratta di un cambiamento profondo, che impone alla politica di riprogrammare l’intero sistema sanitario con l’obiettivo di semplificare i processi e garantire coerenza tra le diverse articolazioni sanitarie. Il principale obiettivo di questa riforma sarà abbattere in modo significativo le liste d’attesa. Sono ancora troppi i toscani che rinunciano a curarsi per ragioni economiche o a causa di tempi di attesa troppo lunghi: solo nel 2025 ne sono stati stimati oltre 500.000. Questa nuova riforma del sistema sanitario regionale dovrà affrontare e risolvere in modo definitivo queste criticità».Così il vicepresidente della Commissione Sanità Federico Eligi.

“Ridisegnare il sistema sanitario oggi – conclude il gruppo Casa Riformista – significa investire su una sanità più territoriale, più efficiente e più vicina alle persone, rafforzando il ruolo pubblico della Regione Toscana e rispondendo in modo concreto ai bisogni dei cittadini”.