Il Consiglio della Città Metropolitana di Firenze ha approvato oggi all’unanimità la mozione presentata dal gruppo Territori al Centro – Casa Riformista e sottoscritta, con alcuni emendamenti, da tutti i consiglieri, per esprimere sostegno alla famiglia di Eleonora Guidi e ribadire l’impegno delle istituzioni su una vicenda che ha profondamente colpito il territorio.
La mozione nasce da un fatto drammatico che ha scosso non solo il Comune di Rufina, ma l’intera comunità metropolitana: l’8 febbraio 2025 Eleonora Guidi, 34 anni, è stata uccisa dal proprio compagno. Un femminicidio che si inserisce, purtroppo, in una lunga e dolorosa scia di violenze che continuano a segnare il nostro Paese.
“Non siamo di fronte solo a un fatto di cronaca – dichiara il consigliere metropolitano Francesco Casini – ma a una ferita aperta nella nostra comunità. Una ferita resa ancora più difficile da accettare anche per la complessità della vicenda giudiziaria in corso. Non entriamo nel merito delle valutazioni dell’autorità giudiziaria, ma sentiamo il dovere di affermare un principio chiaro: accanto al diritto alla cura, che è sacrosanto, esiste un altro diritto fondamentale, quello delle vittime e delle loro famiglie ad avere giustizia”.
“In questi mesi – prosegue Casini – la famiglia di Eleonora, e in particolare la sorella, ha dimostrato una forza straordinaria, chiedendo con dignità di non essere lasciata sola. Questa mozione nasce esattamente da qui: dalla volontà di dire, come istituzioni, che non sono soli”.
L’atto impegna la Città Metropolitana a esprimere formalmente il proprio sostegno alla famiglia di Eleonora Guidi e a manifestare vicinanza a tutte le iniziative promosse contro la violenza sulle donne e in sua memoria.
“Non è una mozione contro qualcuno – conclude Casini – ma una mozione per qualcosa: per la verità, per la giustizia, per la dignità delle vittime. E per ribadire un principio che deve guidarci sempre: la violenza sulle donne non è un tema privato, ma una questione pubblica. Di fronte a un femminicidio non possono esserci distinzioni politiche. C’è solo una responsabilità comune: stare dalla parte delle vittime”.
In chiusura, il passaggio personale:
“Lascio il ruolo di consigliere metropolitano con l’approvazione di questo atto, e lo faccio con orgoglio. È un provvedimento che rappresenta il senso del mio impegno in questi anni: essere vicino alle persone e alle comunità nei momenti più difficili. Continuerò a sostenere, anche in futuro, tutte le iniziative e le battaglie su questi temi”.