Carrai, Casini e Grazzini ( IV – Casa Riformista): “Si chiamano ‘nuovo’ Partito Comunista, ma il linguaggio è vecchissimo: nemici, bersagli e odio politico”

“Si definiscono ‘nuovo’ Partito Comunista Italiano, ma leggendo il loro documento c’è ben poco di nuovo: tornano il linguaggio del nemico, dei bersagli da colpire, della delegittimazione personale e dell’odio politico. Un vocabolario che pensavamo appartenesse a un’altra stagione e che invece qualcuno evidentemente considera ancora attuale”.

Lo dichiarano Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista in Consiglio regionale della Toscana, e Francesco Grazzini, capogruppo di Italia Viva – Casa Riformista in Consiglio comunale a Firenze.

“Definire Marco Carrai ‘criminale di guerra’, parlare della necessità di ‘nuocere al nemico’ e di rendere persone individuate ‘bersaglio dell’indignazione e della mobilitazione popolare’ non è critica politica: è un modo irresponsabile di alimentare un clima di intolleranza”.

“Si può criticare Carrai e si può discutere del suo operato. Ma c’è un confine che una comunità democratica non può permettersi di superare: quello che separa il confronto, anche duro, dalla trasformazione dell’avversario in un nemico da colpire”.

“A Marco Carrai va la nostra piena solidarietà. E ci auguriamo che tutta la politica fiorentina e toscana si dissoci con chiarezza da questi toni. Firenze e la Toscana hanno bisogno di confronto, anche acceso, non di nostalgie linguistiche da guerra ideologica. Se questo sarebbe il ‘nuovo’, francamente preferiamo farne a meno”.