AFFITTI BREVI, Grazzini e Casini (IV – CASA RIFORMISTA): “Votiamo contro una delibera ideologica che non distingue tra grandi gruppi di investimento e piccoli proprietari. Firenze manca di una vera visione per la casa”

Proprio adesso che il Piano Casa di Meloni si dimostra solo propaganda, servirebbe un’impostazione diversa, più complessiva e un’urbanistica innovativa.

“Il problema della casa a Firenze esiste, è reale e riguarda migliaia di cittadini. Giovani coppie, studenti, lavoratori e famiglie incontrano sempre maggiori difficoltà nel trovare un’abitazione a costi sostenibili. Per questo riteniamo necessario intervenire con determinazione, ma con strumenti efficaci, proporzionati e fondati su dati concreti”.

Lo dichiarano Francesco Grazzini e Francesco Casini, consiglieri comunali di Italia Viva – Casa Riformista, annunciando il voto contrario alla delibera sulle “Integrazioni al Regolamento per le Locazioni Turistiche Brevi”.

“Condividiamo l’obiettivo di contrastare le distorsioni del mercato abitativo e i fenomeni speculativi che possono contribuire a ridurre l’offerta di case per i residenti. Tuttavia continuiamo a ritenere sbagliata l’estensione dei divieti alle zone A3 e A4 senza che siano stati presentati dati chiari sugli effetti delle misure già adottate. A oltre un anno dall’entrata in vigore del regolamento approvato nel 2025 non sappiamo quanti alloggi siano tornati sul mercato degli affitti ordinari, quale sia stato l’impatto sui canoni di locazione e quanti residenti siano effettivamente rientrati nelle aree interessate. Prima di introdurre nuove limitazioni sarebbe stato doveroso verificare i risultati di quelle già in vigore”.

“Abbiamo presentato una serie di proposte migliorative finalizzate a introdurre maggiore trasparenza, monitoraggio e valutazione degli effetti delle misure adottate. Abbiamo la sensazione che su questo tema si stia procedendo con un approccio fortemente ideologico e con la volontà di individuare negli affitti brevi il principale responsabile della crisi abitativa della città”.

“Ci preoccupa soprattutto la mancata distinzione tra grandi operatori che gestiscono decine se non centinaia di appartamenti e famiglie che possiedono uno o due immobili. Colpire indiscriminatamente tutti non significa contrastare la potenziale speculazione, ma rischia di penalizzare tanti cittadini che hanno investito con sacrificio i propri risparmi e che spesso utilizzano questi introiti come un’importante integrazione al reddito familiare. La sindaca ha annunciato che dal 2028 questa distinzione potrà prendere forma; al momento, però, negli atti approvati non ve n’è alcuna traccia. Per questo abbiamo proposto di escludere dalle nuove limitazioni le persone fisiche proprietarie di non più di due unità immobiliari destinate a locazione turistica breve”.

“Firenze non può affrontare il tema della casa limitandosi ad aggiungere nuovi divieti. Soprattutto adesso che il Piano Casa del governo Meloni sta dimostrando di essere soltanto un’operazione di propaganda, ribadiamo la necessità di un vero Piano Casa che metta insieme recupero del patrimonio inutilizzato, rigenerazione urbana e nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato per aumentare concretamente l’offerta abitativa.

“L’obiettivo deve essere dare risposte a chi oggi non trova casa, non inseguire battaglie simboliche. Servono più case disponibili, più investimenti e una visione urbanistica e metropolitana capace di guardare al futuro della città. Per questo voteremo contro una delibera che, a nostro avviso, aggiunge nuovi divieti senza affrontare le cause profonde dell’emergenza abitativa”.