“Abbiamo votato convintamente contro l’ordine del giorno presentato da AVS sulla rimodulazione dell’addizionale comunale IRPEF, perché dietro la parola ‘studio’ si nasconde in realtà un’unica prospettiva possibile: aumentare le tasse ai cittadini fiorentini.”
Lo dichiarano Francesco Grazzini e Francesco Casini, consiglieri comunali di Italia Viva – Casa Riformista.
“Dal 2011 Firenze applica l’addizionale comunale IRPEF allo 0,2%, il livello minimo consentito dalla legge, una scelta politica chiara introdotta dall’allora sindaco Matteo Renzi e che continuiamo a rivendicare. Più in basso non si può andare: parlare oggi di ‘rimodulazione’ significa inevitabilmente ipotizzare un aumento.”
“Questo avviene in una fase in cui ai cittadini vengono già richiesti molti sacrifici: aumentano i costi della vita, cresce la Tari, pesano le scelte del Governo nazionale su accise e nuove imposte, e la città affronta disagi quotidiani legati ai cantieri. In questo contesto riteniamo sbagliato anche solo aprire una discussione che va nella direzione di nuove tasse.”
“Solo poche settimane fa il Consiglio comunale ha approvato un bilancio solido, capace di garantire servizi e investimenti. Non esiste quindi alcuna ragione economica che giustifichi una proposta di questo tipo. Se non c’è una necessità finanziaria, resta soltanto una motivazione ideologica, che non condividiamo.”
“Se davvero si vogliono fare degli studi, si facciano per ridurre il peso fiscale complessivo sui fiorentini, a partire dalla Tari o da altre voci che incidono sulle famiglie e sulle imprese, non per mettere in discussione l’unica tassa comunale mantenuta al minimo.”
“Italia Viva continuerà a opporsi, in Comune come in Regione, a qualsiasi ipotesi di aumento dell’IRPEF. In una città con i conti in ordine, la priorità deve essere difendere il potere d’acquisto dei cittadini, non colpirlo.”